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martedì 24 aprile 2018

NEWS - Scandaloso al Cibali! "I Medici" hanno ricevuto la sovvenzione di 4 milioni di euro dal governo Renzi (attraverso il Ministero dei Beni Culturali di Dario Franceschini), con tanto di delibera ad hoc più unica che rara 

News tratta da "Il Fatto Quotidiano"
Le riprese sono in corso in queste settimane e la messa in onda è prevista per il prossimo autunno. Si tratta della seconda serie de I Medici, la fiction sulla signoria fiorentina la cui prima stagione, 4 serate trasmesse nel 2016 (8 episodi da 50 minuti l'uno), è stata un grande successo di pubblico. Coprodotta dalla Rai e realizzata da Lux Vide, è stata venduta in oltre cento Paesi. La serie è stata co-finanziata da Viale Mazzini con 8,3 milioni di euro nel 2014 (prima serie) e 11 milioni nel 2016 (seconda serie). Il piano 2018 di Eleonora Andreatta (direttrice di Raifiction) dovrebbe prevederne altri 11 per la terza. E fin qui tutto normale. A essere insolito è un aiutino da 4 milioni di euro ricevuto dallo Stato. Si parte con una delibera del Cipe (il Comitato interministeriale di programmazione economica) che il 23 dicembre 2015, all'interno degli interventi del FSC (Fondo di sviluppo e coesione), concede 11 milioni e 50 mila euro alla Regione Toscana "per il finanziamento del programma di interventi a sostegno dell'industria audiovisiva localizzata nel territorio della regione, nell'ambito del progetto Sensi contemporanei", si legge. Uno stanziamento stipulato attraverso il ministero dei Beni culturali di Dario Franceschini: 9,5 milioni per il 2016; 1,05 milioni per il 2017; 500 mila euro per il 2018. L'anomalia sta in quei 4 milioni destinati espressamente alla realizzazione de I Medici: "Per il sostegno alla produzione audiovisiva sono stanziati 5,430 milioni, di cui 4 milioni per il co-finanziamento della produzione di una fiction televisiva dedicata alla storia della famiglia Medici di Firenze", recita la delibera che porta la firma dell'allora premier, Matteo Renzi, e del sottosegretario con delega al Cipe, Luca Lotti. Tutto lecito, anche se è davvero insolito che il titolo della serie venga espressamente citato in una delibera del governo. Il Cipe, però, in questo caso non ha fatto altro che prendere atto di una richiesta del ministero seguita a una legge regionale del 30 marzo 2015. La Toscana ha chiesto di destinare quei soldi al progetto, il Mibact ha avallato la richiesta e il Cipe ha erogato i fondi: "Quando la richiesta arriva sul nostro tavolo, i giochi sono fatti, possiamo solo prenderne atto. Poi sta alla Corte dei conti rilevare eventuali irregolarità, che in questo caso non ci sono", spiegano dal Cipe. Andiamo, dunque, a Firenze. "Un ruolo rilevante dell'intero programma è riservato alla realizzazione della serie sul Rinascimento e famiglia Medici, progetto a cui la società Lux Vide sta lavorando da anni, riuscendo a farlo includere nel piano di produzione di Rai fiction con un finanziamento Rai pari a 8 milioni e 300 mila euro, ai quali si aggiungono i 4 milioni previsti dalla presente proposta", si legge nella relazione tecnica della Regione Toscana.

Ribadiamo, tutto regolare. Ma1'interrogativo è: perché una serie tv già finanziata in maniera considerevole dalla Rai, con oltre 30 milioni per tre stagioni, deve ricevere altri 4 milioni da Palazzo Chigi (anche se attraverso l'utilizzo di fondi regionali)? Il Cipe, infatti, non sovvenziona direttamente serie tv. L'unico caso è stato Agrodolce, la serie siciliana voluta da Giovanni Minoli, andata in onda nel 2008 e nel 2009 e poi stoppata, con la revoca di fondi pubblici per 24 milioni. Le Regioni, invece, hanno anche questa funzione ma il processo di erogazione è più complesso e avviene quasi sempre tramite bandi. Il finanziamento a I Medici, insomma, sembra un bel regalo alla Lux Vide, la società di produzione fondata dall'ex direttore generale della Rai (scomparso nel 2016) e guidata da due suoi figli, Matilde (moglie di Giovanni Minoli, ancora lui) e Luca. Peraltro nell'agosto 2015, cioè poco prima della delibera Cipe, era arrivato a Palazzo Chigi come vicesegretario generale, e proprio dal Mibact, Salvo Nastasi, rampante manager pubblico che è il marito di Giulia Minoli, figlia di Giovanni Minoli e Matilde Bernabei. Lux Vide è una delle più importanti e potenti case di produzione italiane, una di quelle che più lavora permamma Rai, per cui produce, tra gli altri, Don Matteo, Sotto copertura, Un passo dal cielo, Che Dio ci aiuti. La prima stagione de I Medici narra le vicende di Lorenzo e Cosimo de' Medici e in Italia è stata vista da oltre 7 milioni di telespettatori, con una media del 27% di share su Raiuno. Nel cast, stellare, c'è pure Dustin Hoffman. "Regione e Cipe si sono dimostrati buoni imprenditori, dando una mano a un prodotto che ha fatto conoscere la Toscana e il Rinascimento italiano nel mondo. Per avere quei soldi siamo stati sottoposti a 5 audit. I 4 milioni sono spalmati sulle tre serie, quindi 1,3 milioni a stagione", spiega l'ad Luca Bernabei. Che poi aggiunge: "Per realizzare la prima serie abbiamo recuperato 12 milioni in Italia e 12 all'estero. Abbiamo girato solo in Toscana portando un indotto considerevole e generando un aumento del turismo del 10-15%". In autunno, dunque, partirà la seconda serie. Viale Mazzini e Lux Vide sperano di confermare, o superare, il successo del 2016.

lunedì 23 aprile 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
IL FOGLIO
I segreti e le ragioni di perché è cult "La casa di carta"
"Per la disastrosa rapina di "Prendi i soldi e scappa", Woody Allen si nasconde dietro il nasone, gli occhiali e i baffoni di Groucho Marx (va male perché il rapinatore passa al cassiere un biglietto, il cassiere legge "siete tutti sotto giro", il rapinatore insiste "sotto tiro, non giro" e non la smettono di accapigliarsi). Groucho Marx anche per i rapinatori pensionati di "Vivere alla grande" diretto da Martin Brest nel 1979 (erano stufi di stare ai giardinetti facendosi molestare dai bambini). Le maschere di quattro presidenti americani - Nixon, Reagan, Johnson, Carter - servono ai surfisti che assaltano le banche in "Point Break" di Kathryn Bigelow, anno 1991. Tute rosso-arancio e maschere di Salvador Dall con i baffi all'insù e l'occhio a palla (servirà in certe inquadrature) sono la divisa di otto rapinatori che dopo aver studiato il colpo per cinque mesi di irrompono nella zecca di stato spagnola. Sono le braccia, più o meno specializzate: dall'hacker allo scassinatore con fiamma ossidrica, ma servono anche la forza bruta e un maestro di cerimonie. La mente, chiamata il Professore, ha scelto otto persone che non avevano niente da perdere, li ha messi seduti davanti alla lavagna come scolaretti, ha imposto loro nomi di città e vietato le relazioni personali - e ora da fuori si muove come un regista alla prima con il pubblico. Fa anche altro, nella serie Netflix "La casa di carta", ma preferiamo non essere noi a svelarlo. Le maschere di Dali somigliano a quelle di Guy Fawkes, cospiratore inglese cattolico che nel 1605 tentò di far saltare in aria re Giacomo I con tutto il Parlamento. Riportato all'onore della modernità dal fumetto di Alan Moore e David Lloyd, è diventato un film di James McTeigue con il titolo "V come Vendetta" ("V per vendetta" è colpa del titolatore italiano che ha scordato le elementari). Da qui la lettura in chiave "indignados", contro la finanza internazionale, che della serie Netflix dà il Monde. I turchi vanno di paranoia: commentatori e politici vicini a Erdogan hanno visto già nel trailer messaggi - subliminali, sostengono - che incitano alla rivolta. Per i dietrologi nostrani interessati a intervenire nel dibattito senza darsi la pena di vedere la serie: a un certo punto intonano "Bella ciao". Deliri di interpretazione a parte, "La casa di carta" è un'avvincentissima serie su una rapina complicata, con presa d'ostaggi e una negoziatrice appena separata dal marito (malamente, per lui c'è un ordine restrittivo). Bottino stimato: 2 miliardi e 400 milioni di euro. Non vogliono i soldi che trovano nel caveau, li stampano al ritmo di 200 milioni al giorno - così tecnicamente non derubano nessuno. Poiché alla zecca lavorava un certo numero di impiegati, e c'era una scolaresca in visita - tra le allieve, la figlia dell'ambasciatore britannico - abbiamo abbastanza personaggi per rendere interessante la trama, scandita da continui colpi di scena. Netflix ha comprato la serie dalla rete televisiva spagnola Antena 3. la stessa che produce "Il segreto", soap opera quasi decennale in onda su Canale 5. Alvaro Morte che fa il Professore viene da quel vivaio, la bella Ursula Corberó (Tokyo) era in "Fisica o chimica". Dimostrano i miracoli che una buona idea e una buona scrittura riescono a compiere: il santo da pregare qui si chiama Alex Pina. Da una tv generalista a serie che fa scattare il passaparola su una piattaforma snob. E' bastato prendere i 15 episodi e farli diventare 22 con un'interruzione dopo le prime tredici, per far andare in crisi d'astinenza lo spettatore".  (Mariarosa Mancuso)

sabato 21 aprile 2018

NEWS - Ultima ora! Allison Mack di "Smallville" arrestata per aver fatto parte della setta sessuale di Keith Raniere e aver sottomesso donne allo stato di schiavitù
Allison Mack has been arrested for her role in alleged sex slave cult Nxivm. The 35-year-old Smallville actress will appear in Brooklyn federal court on Friday (April 20), Page Six reports.
She was last seen chasing after the cult’s leader Keith Raniere when police officers located him at the villa in Mexico where they had been hiding. Keith, who reportedly blackmailed women into becoming slaves and branded his initials into them, was taken into custody for sex trafficking and forced labor and brought back to the U.S. last month. Allison was recruited to Nxivm by her Smallville co-star Kristin Kreuk. Kristin ended up leaving, but Allison allegedly became Keith‘s second-in-command. According to Keith’s criminal complaint, Allison was his direct “slave” and had a sexual relationship with him, and she also acted as a “master” to other slaves. She allegedly ordered the slaves to have sex with Keith and to pose naked for photos. 
Leggi anche QUI altri dettagli sulla setta.

venerdì 20 aprile 2018

NEWS - Netflix, l'ultimo trimestre è da record! Ricavi aumentati del 40% nonostante il flusso di cassa negativo e gli investimenti futuri di 8 miliardi di dollari in produzioni originali

Articolo tratto da "Italia Oggi"
Al momento il modello Netflix non solo regge ma pigia anche sull'acceleratore: il primo trimestre si chiude con risultati complessivamente oltre le previsioni del mercato. I ricavi aumentano del 40% sui 3,7 miliardi di dollari (pari a 3 miliardi di euro), spinti dalla crescita degli utenti e dal ritocco all'insù dei prezzi degli abbonamenti a fine 2017. In tutto il servizio streaming di tv on demand guidato da Reed Hastings ha attirato 7,4 milioni di nuovi utenti (+43% anno su anno), mentre 6,35 milioni erano quelli attesi. Precisamente dei 7,42 milioni 1,96 milioni arrivano dal mercato domestico degli Stati Uniti, i restanti 5,46 milioni da tutti gli altri mercati. Le precedenti proiezioni si fermavano sugli 1,45 milioni negli Usa, sui 4,9 milioni all'estero. Quindi la crescita oltre le previsioni è stata confermata su entrambi i fronti, nonostante i rialzi delle tariffe che portano il business a stelle e strisce a valere 1,82 miliardi di dollari (1,5 miliardi di euro) con un prezzo medio intorno agli 11 dollari (8,9 euro) e il giro d'affari nel resto del mondo (Italia compresa) a quota 1,78 miliardi (1,4 miliardi di euro) un'offerta sui 7,3 euro (nella Penisola a partire da 8 euro). Scendendo infine lungo il conto economico al 31 marzo scorso, Netflix è riuscita a migliorare il risultato operativo che è salito sui 446,6 milioni di dollari (361,5 milioni di euro) dai precedenti 257 milioni (208 milioni di euro). L'utile netto supera le attese (282 mln di dollari) e oltrepassa la soglia dei 290 milioni di dollari (quasi 235 milioni di euro), rispetto ai 178,2 milioni al 31 marzo 2017 (oltre 144 milioni di euro). Di contro, il free cash flow (flusso di cassa) è negativo per 286,5 milioni di euro (231,9 milioni di euro), era negativo per 2 miliardi di dollari (1,6 miliardi di euro) già a fine 2017 e si stima sarà pari a -3/-4 miliardi nel 2019 (-2,4/-3,2 miliardi di euro). Infatti i debiti a lungo termine hanno superato i 6,5 miliardi di dollari, pari a meno di 3,4 miliardi di dollari un anno prima (rispettivamente 5,3 e 2,7 con miliardi di euro). Eppure gli analisti non sembrano preoccupati dal fatto che il servizio streaming non riesca a finanziarsi con la vendita dei propri film e serie tv. Anzi, come ammesso dalla stessa Netflix, le attese sono per un flusso di cassa che rimarrà negativo ancora «per molti anni». In parallelo, ha ancora ampi margini di crescita sul fronte dei sottoscrittori (fino a 300 milioni globali prima che il mercato sia saturo dagli attuali 125 mln, stando ad alcuni studi di mercato). E anche sul fronte dei prezzi ci sono margini di rialzo. A conferma, ieri, il titolo è salito fino al +7,9% dopo la pubblicazione dei risultati nel primo trimestre. Hastings sa bene, però, che per aumentare i prezzi e non perdere pubblico occorre investire sul valore percepito dai sottoscrittori. Ecco perché ha deciso di spendere oltre 8 miliardi di dollari (6,5 miliardi di euro) in produzioni originali, di cui una quota crescente per i nonanglofoni e in particolare per gli ispanici. Altrettanto sta ingaggiando i principali sceneggiatori, tra cui Shonda Rhimes (Grey's Anatomy) e Ryan Murphy (Nip/Tuck e American Crime Story). Importanti saranno poi gli investimenti in tecnologia per migliorare la visione dei film. Per quanto riguarda i nuovi utenti, infine, Netflix non li andrà a prendere da sola o solo grazie a partnership con nuovi alleati come Sky, ma persino attraverso alleanze con i suoi ex competitor diretti come Comcast (con T Mobile e Altice le intese sono già state formalizzate). Così facendo possono essere al rialzo pure le previsioni per il secondo trimestre 2018: fatturato da 4 miliardi di dollari, 6,2 milioni di nuovi utenti (1,2 mln Usa + 5 mln mondiali) e un utile da 358 milioni di dollari. Un'ultima battuta Hastings la riserva agli organizzatori del Festival di Cannes, che hanno varato nuove regole per cui i fim non possono uscire prima online e poi nei cinema. Semplice la risposta di Netflix: «ci dispiace, promuoveremo le nostre produzioni in altri festival».

giovedì 19 aprile 2018

SGUARDO FETISH - She's a maniaaaac...E' già cult il trailer della 2° stagione di "Glow" sulle note di "Flashdance"!

mercoledì 18 aprile 2018

NEWS - "Mai dire mai al ritorno di Dexter!": Michael C. Hall non esclude il sequel e torna in serie con "Safe" su Netflix

Intervista tratta dal "Corriere della Sera"
Il viso è inconfondibilmente quello di Dexter, investigatore di giorno, serial killer di notte. O, per gli appassionati di The Crown, quello del presidente John F Kennedy. Se il piccolo schermo gli ha portato la fama, il teatro e il cinema gli hanno regalato la varietà, nonché l'ammirazione di registi come Sam Mendes, che lo scelse per un revival di Cabaret, o di un musicista come David Bowie, che poco prima di morire gli affidò il ruolo del protagonista, Thomas Newton, nel musical Lazarus. Michael C. Hall torna adesso con Safe, miniserie di Netflix in cui, racconta, interpreta «finalmente il ruolo di un uomo normale al quale succedono cose inquietanti, piuttosto che quello di un uomo inquietante alle prese con la vita normale». «Un sollievo — sottolinea l'attore, anche se l'eredità di Dexter non è particolarmente pesante —. Sono felice che sia piaciuto al pubblico». L'unico fastidio, ammette, è l'interesse su una possibile nuova serie — «per ora non è in cantiere, ma mai dire mai» — e ogni tanto il fatto che i traguardi di una carriera variegata siano eclissati dal successo di uno sceneggiato. «In genere è sempre il copione per me a fare la differenza, ma non ho preferenze. Teatro, cinema, tv, musical: mi piacciono tutti, anzi, spero di riuscire a continuare a passare da una cosa all'altra». Safe gli è capitato tra le mani mentre era a Londra per il musical Lazarus. «Ho fatto sapere al mio agente che non mi sarebbe dispiaciuto rimandare il rientro negli Usa», anche perché era il periodo delle elezioni presidenziali americane e il risultato non rendeva «il ritorno in patria particolarmente allettante». Detto fatto: Hall si è trovato alle prese con uno sceneggiato interpretato per la maggior parte da attori britannici e ambientato in una benestante comunità della campagna inglese. «Mi hanno colpito la tensione e il fatto che il mio personaggio, un chirurgo ancora con i sensi di colpa perla morte della moglie, all'improvviso viene catapultato in un nuovo inferno dalla misteriosa scomparsa di una figlia adolescente. Si sente incapace, non riesce a fare qualcosa di utile per ritrovarla». Gli ingredienti del thriller ci sono tutti e, a giudicare dai primi due episodi e dallo spessore del cast, Safe sarà presto il nuovo must di Netfiix, una piattaforma che, ammette Hall, sta cambiando il modo in cui consumiamo lo spettacolo. «Ammiro il fatto che non si attenga agli stereotipi e che non ci si occupi solo di un genere». Ha, ad esempio, guardato con ammirazione The Crown prima di arrivare a far parte del cast e apprezzato l'introduzione di un pezzo di storia a una nuova generazione ma è giusto dire, come ha fatto Helen Mirren, che l'avvento di Netflix sta distruggendo l'esperienza del cinema, che una volta era principalmente un'avventura di gruppo? «E vero che siamo sempre più legati agli schermi di computer e cellulare». L'importante, sottolinea, è imparare a gestire la tecnologia. Forse anche per via della grave malattia che lo ha colpito nel 2010 — il morbo di Hodgkin — oggi cerca un maggiore equilibrio tra lavoro e pause. «Sto diventando bravo a staccare la spina. Quando non lavoro porto il cane a passeggio, faccio sport e suono in una band di amici. Se il nostro mestiere è quello di emulare la vita normale è giusto ogni tanto riuscire anche a viverla».
NEWS - Clamoroso al Cibali! Spock risorge nella 2° stagione di "Star Trek: Discovery"

News tratta da "Uproxx"
The dream of a Quentin Tarantino-directed film is on hold for now, but Star Trek fans have something else to look forward to: Star Trek: Discovery season two. The inaugural 15-episode run ended on a stunning twist, and speaking of surprises, while recently speaking at the El Paso Comic Con, actor-director-bearded First Officer Jonathan Frakes announced some of the familiar names who will appear in the sophomore season of the CBS All Access series.
According to Justin Oser, the host of the Star Trek: The Next Generation show “Earl Grey” on Trek FM, Frakes confirmed that Anson Mount will appear in the second episode as Captain Christopher Pike and that the episode will include Spock. However, he did not confirm that it would be the adult Spock, who would be science officer aboard the Enterprise at the time Star Trek: Discovery takes place, but that a younger Spock would be featured in flashbacks along with his foster sister, Michael Burnham. (Via Comic Book)
Many young actors have donned the pointy Vulcan ears over the years, but the role of Spock is synonymous with two actors: Leonard Nimoy, who sadly passed away in 2015, and Zachary Quinto, who’s waiting for another film. But whoever the Discovery producers pick, he’d better have good dance moves.

martedì 17 aprile 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri

LA STAMPA
"Counterpart", il cult sci-fi sulla Guerra Fredda incredibilmente snobbato dall'Italia
"I russi e la guerra fredda tornano prepotentemente nel nostro immaginario. Questa volta tocca a Counterpart, serie tv creata da Justin Marks per il canale televisivo a pagamento americano Starz. La storia è una delle più originali degli ultimi anni. L'incipit è: nel 1987, prima ancora della caduta del muro di Berlino, gli scienziati della Germania dell'Est creano, non si sa come, non si sa perché, un'altra realtà. Un mondo uguale al nostro, una Terra 2, che vive un suo tempo e un suo presente e con cui si sono intrecciati rapporti di diplomazia e di spionaggio. Le Nazioni Unite hanno R una loro base e Howard Silk, interpretato dal Premio Oscar J. K. Simmons, è un impiegato che lavora in uno dei livelli più bassi. L'equilibrio tra i due mondi è fragile. E allora cominciano la caccia ai segreti e gli assassinii: Baldwin, faccia e voce di Sara Serraiocco, è una dei killer più gettonati. Di piani di lettura Counterpart ne offre tantissimi. A cominciare dai vari «se» che fanno la storia, per continuare con una guerra continua tra due realtà praticamente identiche (stesse città, stessi nomi; stesse anche persone: ci sono da una parte e dall'altra, e più di una volta, come nel caso di Howard, vengono in contatto). La Terra 2 si vuole vendicare della Terra 1, perché, quest'è la convinzione diffusa, ci sono loro, gli altri, i diversi, dietro un'epidemia che ha ucciso centinaia di milioni di persone. Nel corso di dieci episodi, viene raccontata una storia a metà, speculare, piena di intrighi e di risvolti quasi lynchiani. Qui in Italia Counterpart non ha ancora una distribuzione. Ed è incredibile visto che all'estero ha fatto il pienone di recensioni entusiaste e di pareri positivissimi. Nemmeno un mese fa, sono partite le riprese della seconda stagione. E già si vocifera di una terza. Tutto avviene a Berlino, in una sorta di eco perpetua. Azioni e reazioni, pro e contro; spionaggio e contro-spionaggio. Buoni contro presunti cattivi. Simmons, che interpreta sia un uomo medio che una spia eccellentissima, è straordinario. Tra i comprimari si fa notare la Serraiocco. Il suo personaggio ricorda una via di mezzo tra la Lisbeth Salander di Uomini che odiano le donne e la Evey di V per Vendetta. Counterpart è un thriller sci-fi ad alto tasso adrenalinico, che gioca con la suspense e con il rapporto contorto, complicato, tra domande e risposte. E un altro mondo, un'altra dimensione. E, allo stesso tempo, è la stessa realtà in cui viviamo noi: dove simili uccidono simili". (Gianmaria Tammaro)

lunedì 16 aprile 2018

NEWS - Vampir-Ian per sempre! Somerhalder ancora coi canini affilati per la nuova serie di Netflix "V-Wars"
Ian Somerhalder is headed back to the Vampire world! The 39-year-old actor has signed on to star in the vampire drama V-Wars, which is based on the book by the same name. The 10-episode series will stream on Netflix. THR writes the show will revolve around “Dr. Luther Swann (Somerhalder), who enters a world of horror when a mysterious disease transforms his best friend, Michael Fayne, into a murderous predator who feeds on other humans.” Ian is no stranger to the Vampire world, having starred on The CW’s The Vampire Diaries.
SGUARDO FETISH - Carta canta! Escono i tarocchi dei telefilm, dall'"appeso" Dexter alla "luna" di "Twin Peaks"...

Articolo tratto da "La Stampa"
La papessa? «Vita da strega». Il carro? «La casa nella prateria». La morte? «Dead Like me». L'appeso? «Dexter» Il bagatto? «The mentalist». La luna? «Twin Peaks». I tarocchi più nuovi (e già prenotati on line da centinaia di Netflixdipendenti) sono quelli in grado di fornire una doppia lettura, quella del futuro e quella della favola moderna che ci inchioda per un weekend davanti allo schermo: gli arcani delle serie-tv. Ben disegnati e omologati dai professionisti dell'arte divinatoria, garantiti quindi per la lettura del futuro. Ad inventarli uno scrittore e sceneggiatore torinese, con il pallino della fantasy, il quarantacinquenne Gero Giglio che dopo aver pubblicato sei romanzi ora scrive film fra l'Italia e l'America. Editi da Scarabeo, leader mondiale nel settore delle carte da gioco, i tarocchi dedicati alle fiction saranno in vendita fra circa un mese. Disegnati cosi da piacere a un pubblico di tutte le età, sul loro retro (nero come uno schermo) campeggia la «spinning wheel» la ruotina che precede l'atteso «play» della serie tv preferita. Niente come i tarocchi sono stati raccontati con tutte le sfumature delle mode del momento. L'ultima mostra allestita a Torino, al Museo Ettore Fico ne è stata la prova: i bastoni, le spade, le coppe e i denari si baloccavano con Diabolik, David Bowie o Hugo Pratt, dimostrando che non c'è briciola dello scibile umano che non sia stato tentato dalla fiaba dei tarocchi. Le immagini psicologiche per definizione, come le aveva definite Carl Gustav Jung, funzionano da archetipi dell'inconscio collettivo che hanno sedotto da Renato Guttuso a Italo Calvino, e da Emanuele Luzzati a Gero Giglio «serie-tv-addicted» che insiste su un'affinità profonda tra queste e gli arcani, tale da meritare un mazzo che ne celebri il matrimonio: «I tarocchi e le fiction sono due metodi narrativi complementari - spiega - soprattutto se si guarda alla narrativa anglosassone che si basa sul viaggio dell'eroe». Nel mazzo, carte positive, medie e negative, come nei tarocchi tradizionali, abbinate a serie tv storiche: dal primo episodio di «Twin Peaks» a oggi, accostando la faccia Fonzie a quella Merlin (la spada nella roccia rappresenta l'asso di spade), passando per «Black Mirror», «Miami Vice» e «Battlestar Galactica» che è la carta preferita dall'ideatore del mazzo «quella che mi porterei su un'isola deserta». Il metodo usato da Giglio è stato scientifico: «Ho preso un arcano alla volta e, basandomi sul suo significato tradizionale, ho pensato alla serie tv che più gli corrispondesse» (un pò alla cazzo: n.d.r.). Il mazzo, però, che contiene le 78 carte regolamentari inserisce anche nuove simbologie, «il cui significato potrà essere più o meno criptico: ma proprio come i tarocchi illustrano il grande percorso dell'esistenza, ognuna di queste fiction mostra diversi aspetti di questo cammino: sarà poi un bel viaggio nella memoria riconoscere una serie del passato aggiungendo un gioco in più alla divinazione classica». Ed ecco che secondo uno degli autori di Camera Cafè (Giglio ha curato parecchi programmi di successo) l'unione fra esoterismo e racconto a puntate non ha nulla di blasfemo e molte affinità. «Creare questo mazzo di tarocchi è diventata un'urgenza - confessa - durante la visione, per la decima volta, proprio del primo episodio di Twin Peaks, serie tv che a mio modesto parere ha dato il via alla terza era d'oro della medesima. È n che mi so- no detto quanto sarebbe stato bello trasformare queste forme di narrazione pop in qualcosa di iniziatico». Lo dice mentre apre il mazzo a caso ed esce la carta di «Battlestar Galactica». «Vede? Mi segue sempre».

sabato 14 aprile 2018

GOSSIP - Sophie Turner di "GOT" e Katherine Langford di "Tredici" tra i "volti freschi" del 2018 scelti da "Marie Claire"



venerdì 13 aprile 2018

NEWS - Milano expo(rt)! Disney lancia la sua prima serie internazionale girata all'ombra del nuovo skyline di Piazza Gae Aulenti: dal 7 maggio al via "Penny on MARS" (spin-off di "Alex & Co.")
Articolo tratto dal "Corriere della Sera"
Un'Italia da esportazione che guarda al mercato globale. Disney Italia ha prodotto per la prima volta una serie destinata anche agli anglosassoni, interamente girata a Milano con un cast inglese: l'unico modo per abbattere qualunque barriera, superare ogni frontiera, uscire dalla gabbia della locazione. II know-how Disney è nel ramo «serie per teenager», successi costruiti a tavolino con un consolante ed eterno ritorno dell'uguale che pesca nel solco narrativo tracciato da Hannah Montana, passato per Violetta, fino ad arrivare a Soy Luna: storie di adolescenti tra amori e amicizia, tra scuola e musica. Questa volta tocca a Penny On M.A.R.S. che debutta su Disney Channel (Sky, canale 613) il 7 maggio (da lunedì a venerdì alle 20.10), trampolino di lancio perla messa in onda in Inghilterra a giugno, quindi in Francia in autunno e a seguire in altri Paesi. Cast internazionale, ma regista italiano, Claudio Norza che aveva già diretto Alex e Co., serie concepita per sbarcare in Europa e Sud America. Ora il passo successivo è quello mondiale: «Alex e Co. non era arrivata nei Paesi anglofoni, mentre questa è una serie pensata per un mercato davvero globale. Per farlo è stato necessario girare in inglese, con attori madrelingua. Se i Paesi latini sono abituati al doppiaggio, per quelli di lingua inglese non è concepibile: è stato questo l'ostacolo che aveva fino ad ora bloccato i nostri progetti più ambiziosi». Undici settimane di riprese a Milano, tra Bovisa e Portello, tra Navigli e piazza Gae Aulenti, alcuni dei luoghi del nuovo rinascimento della città, che ha un respiro internazionale ormai sempre più condiviso: «La serie è dichiaratamente ambientata a Milano, una città che è un simbolo riconosciuto in Europa e nel mondo, sull'onda del richiamo all'estero della nostra architettura, del design, della moda e del cibo». Penny On M.A.R.S., prodotta da 3Zero2Tv con Disney Italia, segue le avventure della ragazza del titolo (interpretata dall'esordiente Olivia-Mai Barret), talentuosa adolescente che sogna di frequentare la scuola di performing arts più prestigiosa al mondo, il M.A.RS. di Milano. Con lei c'è l'inseparabile amica Camilla (Shannon Gaskin): sono come sorelle e niente può separarle, almeno fino al momento in cui a scuola non si innamorano dello stesso ragazzo (Finlay MacMillan che ha già lavorato con Tim Burton nel film del 2016 Miss Peregrine - La casa dei ragazzi speciali). «Penso che il punto di forza della serie — riflette ancora Norza — sia il triangolo amoroso che nasce anche per una serie di malintesi. E poi la musica e il ballo che fanno allo stesso tempo da sfondo e da palco alle avventure di questi ragazzi che hanno un grande sogno da realizzare». Segreti e amori, amicizia e talento, la determinazione a raggiungere l'obiettivo conditi da brani musicali originali interpretati dal cast. E questa la ricetta dell'immedesimazione che funziona sull'immaginario collettivo degli adolescenti di ogni latitudine, in un meccanismo di identificazione che si accende ogni volta come un riflesso pavloviano.
L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
IL FOGLIO
"Il Cacciatore", modello seriale da esportazione che vince Cannes
"Non chiamatela fiction, per carità. Non chiamatela fiction: gli sceneggiatori, i registi, gli attori e i produttori hanno fatto del loro meglio per prendere le distanze. E non confondersi con la caterva di prodotti audiovisivi che sembrano fatti apposta per offrire materiale alla serie "Boris" (peraltro, l'unico esperimento riuscito di sit-com italiana, prima di "La linea verticale" diretto da Mattia Torre con Valerio Mastandrea). Non chiamatela fiction, per ripagare gli sforzi e per un motivo anche più nobile: solo in Italia — santino dopo santino, storia edificante dopo storia edificante — siamo riusciti a umiliare una nobile parola che altrove distingue le storie inventate dalle storie che non lo sono. Senza impegnarsi minimamente sulla qualità delle medesime. "La fiction è sugli stereotipi, la serie è sull'umanità", annuncia l'attore Francesco Montanari, appunto il "Cacciatore di mafiosi" (era il titolo dell'autobiografia di Alfonso Sabella, il magistrato del pool antimafia servito da traccia per il personaggio di Saverio Barone). Per interposti produttori, sceneggiatori e registi — le dodici puntate sono dirette da Stefano Lodovichi e Davide Marengo, premiato con il Flaiano nel 2011 per la terza stagione di "Boris", e al cinema applaudito per "Notturno bus"—vuol dire che "Il cacciatore" guarda a modelli internazionali. Oltre che alle serie italiane da esportazione: da "Romanzo criminale" (Francesco Montanari era il Libanese) a "Gomorra" e "Suburra". Viene citato Dante, in dialetto siciliano — il commissario Montalbano ha fornito un corso accelerato, neanche l'ombra dei sottotitoli — già nella prima puntata (la "selva oscura" va assai di moda, serve anche per il titolo dell'ultimo romanzo di Nicole Krauss, ex signora Jonathan Safran Foer, appena uscito da Guanda). Siamo nel 1993, dopo le stragi di Capaci e di Via d'Amelio, morto Giovanni Falcone e morto Paolo Borsellino. Chi già vorrebbe obiettare — "ma sempre mafia?" — prenda atto che le storie mafiose stanno all'Italia come il western sta agli Stati Uniti: una miniera inesauribile, troppo ricca per lasciarla sfruttare solo dai registi americani con il cognome italiano. "La piovra" ha aperto la strada, e l'ha lastricata di repliche. "Il cacciatore" va in onda su RaiDue dal 14 marzo scorso (con anteprima online su Raiplay, modalità già sperimentata con "La linea verticale"). Sulla via dell'esportazione, si è guadagnata la vittoria in concorso a Canneseries, prima edizione del Festival francese dedicato alle serie, dal 4 all'11 aprile. Sulla via del successo critico, viene celebrata da un articolo sul Post di Luca Sofri e uno su Wired. Non la chiameremo "fiction" (badando bene a non farci sentire fuori dall'Italia, dove la parola resta nobile). Abbiamo notato la fotografia non sciatta, le scritte in sovrimpressione che chiariscono allo spettatore chi è Giovanni Brusca e chi Leoluca Bagarella, e a quanto ammonta lo score dei rispettivi omicidi. Abbiamo notato il barile di acido, la violenza in montaggio alternato, l'autista Paolo Briguglia che deve mantenere la famiglia e altri lavori per chi è stato in galera non ce ne sono, il giovane che prova a fregarsene delle regole imposte dalla vecchia guardia, il magazzino-mattatoio. Alla voce "umanità contro stereotipi" arriva qualche interno bagnato di luce calda, con famiglia mafiosa che si scambia tenerezze (si pub far meglio). Da parte sua, il cacciatore di mafiosi è sempre rigido e compreso nella sua missione da compiere. Anche quando, da copione, dovrebbe scherzare". (Mariarosa Mancuso)

giovedì 12 aprile 2018

SGUARDO FETISH - Gina, lo sguardo di Satana! La Rodriguez "sanguinolenta" sul set di "Someone Great" di Netflix
Gina Rodriguez “stabbed” a couple while filming her upcoming Netflix series Someone GreatThe 33-year-old Jane the Virgin actress was spotted shooting a bloody scene on Monday (April 9) in New York City. She was joined by her co-stars Brittany Snow and DeWanda WiseGina rocked a “Latina AF” crop t-shirt along with a plaid button-up, grey pants, black and white sneakers, and a yellow tarp. The rom-com tells the story of a woman who, on the rebound from a nasty break-up, travels with her two best friends to New York City. Gina is also producing.

mercoledì 11 aprile 2018

GOSSIP - "Voglio essere boss di me stessa e delle altre donne": Kaley Cuoco di "TBBT" si allarga su "Cosmopolitan", mostra la coscia e rifugge qualsiasi concorrenza con Sofia Vergara, l'attrice tv più pagata (di lei)!
Kaley Cuoco is featured on the cover of Cosmopolitan magazine’s May 2018 issue, on newsstands April 10. Here’s how the 32-year-old Big Bang Theory actress had to share with the mag:
On The Big Bang Theory­—and being the second-highest-paid TV actress (behind Sofia Vergara): “I spent my entire 20s on this show. I didn’t have to fight for pay…Knowing what it feels like [to be paid as an equal], I will always take that stand for myself.”
On being a girl boss and running her own production company, Yes, Norman Productions:“I want to be a full-on girl boss. I’ve been in the business so long, and I’ve worked with the best. I don’t let people mess with me. I want to show girls out there that you can be cool, wear yoga clothes, and run your own f—king company. You don’t have to be a guy in a suit. I want this to be a big company. I want to be sitting down a few years from now and have so many projects going. That’s what I’m excited about.” For more from Kaley, visit Cosmopolitan.com.
NEWS - HBO too! Il network si adegua alla protesta di Reese Witherspoon di "BLL" sui cachet discrepanti tra uomini e donne: "provvederemo"

News tratta da "Vulture"
HBO won’t succumb to what befell their royal competitors over at Netflix. As a “direct result” of the Time’s Up movement and encouragement from Big Little Lies’ Reese Witherspoon, HBO executive Casey Bloys admitted that the network took a cold, hard look at its gender pay gaps and promptly fixed every discrepancy they could identify within their shows. “One of the things that’s come out of thinking about the movement and some conversations with Reese, who’s really at the forefront, is something we’ve done recently,” Bloys told THR. “We’ve proactively gone through all of our shows — in fact, we just finished our process where we went through and made sure that there were no inappropriate disparities in pay; and where there were, if we found any, we corrected it going forward.” Bloys wouldn’t provide an example of a show that underwent a pay correction — not even whether it rhymed with “Vest Whirled” or “Flame of Bones” — noting that it’s just “people getting what they deserve.” And by that, he means boatloads of money.

martedì 10 aprile 2018

NEWS - Clamoroso al Cibali! Apple rimanda lo sbarco nelle serie tv al 2019. Ecco i motivi (leggi il link)

lunedì 9 aprile 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani e stranieri
CORRIERE DELLA SERA
"Trust" vola tra riferimenti alti e cadute soap
"La notte del 10 luglio 1973 scompare a Roma John Paul Getty III, nipote del ricchissimo petroliere inglese. John Paul ha 16 Janni, è un ragazzo con i capelli lunghi e l'aspetto trasandato. I giornali dell'epoca lo descrivono come un hippie che frequenta nightclub e manifestazioni di sinistra. Per guadagnarsi da vivere, vende per strada piccoli gioielli, dipinti creati da lui e fa la comparsa a Cinecittà. E un caso che per cinque mesi rimane sulle prime pagine di tutti i giornali italiani e culmina in un gesto macabro: i rapitori tagliano l'orecchio destro dell'ostaggio e lo inviano a un giornale per convincere la famiglia a pagare il riscatto. II nonno del giovane è ricchissimo, si dice che potrebbe pagare le tasse degli ultimi dieci anni di tutti gli italiani. I suoi averi sono valutati 1.000 miliardi di lire e il patrimonio delle sue compagnie petrolifere è di 3.000 miliardi. Creata da Simon Beaufoy, Danny Boyle e Christian Colson (i tre di The Millionaire), la serie Trust. Il rapimento ripercorre queste vicende nei toni della saga familiare, tra riferimenti alti (non può mancare Shakespeare) e cadute soap (giusto pensare a Dallas e a Dynasty, ma non a una storia rappresentata «in maniera barocca e volutamente volgare come fosse una telenovela anni Settanta», come goffamente è stato scritto). A dirigere i primi tre episodi lo stesso Danny Boyle, mentre la regia di uno degli episodi ambientati nel nostro Paese è stata affidata a Emanuele Crialese (Sky Atlantic, mercoledì, 21.15). Tra lezioni di old economy ed esercitazioni bunga bunga ante litteram, il «vecchio» Donald Sutherland si dimostra in grande forma: «I Getty e la regina d'Inghilterra non hanno mai contante». Curiosamente, Trust esce a pochi mesi di distanza da Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott basato sulla medesima vicenda, con Christopher Plummer ingaggiato all'ultimo per sostituire Kevin Spacey". (Aldo Grasso)

venerdì 6 aprile 2018

NEWS - Ultima ora! Per contrastare l'accordo Sky-Mediaset (+ Netflix), la Rai si allea con Amazon: le produzioni italiane visibili in streaming (sarebbe stato meglio il contrario...)

News tratta da "Il Sole 24 Ore"
A qualche giorno dall'intesa Sky-Mediaset e dall'annuncio della partnership Sky-Netflix, anche la tv pubblica batte un colpo. Fedele all'idea che "content is king", la Rai sigla una partnership con Amazon per far transitare contenuti di cinema (anche in prima tv), serie e contenuti per bambini sulla piattaforma video del colosso di Seattle. «Grazie a questo accordo - si legge nella nota di Amazon- Prime Video portai grandi contenuti locali a tutti i clienti in Italia che potranno guardare, ad esempio, tra gli altri, I Medici, Rocco Schiavone e Il Cacciatore, tre serie che saranno rese disponibili poco dopo la fine della messa in onda sui canali Rai». A queste si aggiungono altre serie e produzioni di Rai Cinema fra cui Ammore e Malavita, recente vincitore di cinque David di Donatello o i due film della saga Smetto quando voglio. Tutte fiche che la Rai mette sul tavolo di un'intesa che rientra nei fatti in una strategia che vede Viale Mazzini dialogare da tempo con il mondo degli Over The Top. Come con Amazon, un accordo Rai lo aveva già stretto l'anno scorso con Timvision. Altra partnership con Netflix, per la distribuzione di contenuti e per la serie Tv Suburra: prima coproduzione italiana tra Netflix, Rai e Cattleya disponibile per gli abbonati e poi in chiaro sulla Tv di Stato nel 2019. Per gli Ott il vantaggio è evidentemente quello di avere a disposizione contenuti attrattivi per gli abbonati, da unire a tutta una serie di produzioni originali su cui stanno investendo miliardi di dollari. Dal canto suo la Rai che pure ha la sua piattaforma Rai Play, gratuita - può contare proprio su quelle entrate garantite dal suo ruolo di content provider. Lato Amazon, Prime Video sta turbando i sonni di molti player del mercato tv e dei contenuti pay. Il gigante dell'e-commerce, del resto, sta diversificando a livello mondiale (dalla sanità, al mondo dei pagamenti) con tutto ciò che consegue in termini di messa a sistema dei propri servizifra cui, appunto, l'offerta video. Che infatti è compresa nell'abbonamento Prime con il quale a 36 euro l'anno (04,99 euro al mese) i sottoscrittori italiani possono, fra le varie cose, ricevere prodotti senza costi aggiuntivi in 1 giorno in oltre 6mila comuni. Per quanto riguarda gli altri Paesi gli abbonamenti costano 69 euro in Germania; 49 in Francia; 19,95 in Spagna e79 sterline inUk. InUsa il costo è di 99 dollari. E lì Amazon a fatto incursione anche nei diritti tv dello sport (Nfl e tennis).

giovedì 5 aprile 2018

L'EDICOLA DI LOU - Stralci, cover e commenti sui telefilm dai media italiani
CORRIERE DELLA SERA
Con "9-1-1" Murphy tenta di essere popolare senza banalità
"'9-1-1' è il titolo della nuova serie firmata da Ryan Murphy, uno dei più importanti autori della tv americana di oggi (Fox Life, martedì sera). Il termine autore è da leggersi come showrunner, quella personalità creativa e manageriale che ha la responsabilità finale sulla serie (in Italia è un ruolo che ancora fatica ad affermarsi nonostante qualche tentativo). Recentemente Murphy ha fatto molto parlare firmando un accordo per passare da Fox a Netflix. Il suo è il secondo caso dopo quello di Shonda Rhimes, a testimonianza che la competizione tra questi colossi mediali si gioca molto sul talento dei creativi, risorsa scarsa e preziosa. Murphy è in effetti uno degli autori contemporanei più prolifici: ha ideato Nip/Tuck e Glee, ha curato serie di prestigio come American Horror Story, Feud, Scream Queens. Quello che stupisce è la sua capacità di parlare a più destinatari: serie più raffinate e «di nicchia», pensate per un pubblico abituato alle sfide della complessità, vedi il caso recente di American Crime Story - Versace (che non ha pienamente convinto). E serie più popolari, potremmo dire generaliste, destinate a un pubblico più largo ma non meno esigente. È il caso appunto di Nine One One, la serie dedicata alle operazioni di salvataggio condotte da vari corpi specializzati: i First Responder del gu, i vigili del fuoco, la polizia. La struttura è quella classica dei «procedurali», casi di puntata che si aprono e chiudono e, a fare da collante, le vicende private dei soccorritori, che spesso aiutano il prossimo anche per non pensare ai drammi personali: dipendenze, matrimoni in crisi, familiari ammalati. Come se lenire le sofferenze altrui fosse un balsamo per le proprie. La sfida è ancora più difficile che parlare alle nicchie: essere popolari senza cedere alla banalità. Certo, un cast di primo piano che va da Angela Basset a Peter Krause aiuta e non poco". (Aldo Grasso)

mercoledì 4 aprile 2018

NEWS - E adesso scatenate l'inferno nel Sottosopra! Millie Bobby Brown pagata oltre 3 milioni di dollari per la stagione 3 di "Stranger Things" (il resto del cast come la prenderà?)

News tratta da "TMZ"
Millie Bobby Brown must've channeled Eleven's superpowers when it came time to renegotiate her "Stranger Things" contract ... because she's getting an ENORMOUS raise. Brown -- who plays the teen girl with psychokinetic abilities -- was scheduled to get paid just shy of $25k per episode for season 3 of the popular Netflix series ... according to her original contract, obtained by TMZ. That would've been an increase of about $1,000 per episode from season 2, but as we reported...the main cast of kids renegotiated and got fat pay bumps for season 3 to around $250,000 per episodeMillie's raise is reportedly even more, though ... possibly as much as $350,000, which would match the salaries of the adult stars of the show, David Harbour and Winona RyderThat means for a 9-episode season 3, Brown could haul in as much as $3.15 million...as opposed to the roughly $225k she'd have gotten in her original contract. It's good to be Eleven.

martedì 3 aprile 2018

GOSSIP - Mack-azzo ti dice il cervello? L'interprete di Chloe in "Smallville" coinvolta nello scandalo della setta di Keith Raniere (era la sua vice per procurare e sottomettere schiave sessuali). Convolte anche la collega di set Kristin Kreuk e Nicki Clyne di "Battlestar Galactica" (con quest'ultima la Mack si sarebbe sposata nella setta!)
Anni fa Allison Mack ha raggiunto la fama nel ruolo di Chloe Sullivan, l’amica di Clark Kent/Superman in "Smallville", e dopo aver continuato a recitare in qualche serie TV, lo scorso autunno si è scoperto che la donna, ora 35enne, è da tempo coinvolta in una setta guidata da Keith Raniere e implicata nel traffico di schiave sessuali. Anche la collega di set di "Smallville" Kristin Kreuk sarebbe coinvolta nella vicenda, anche se a un livello inferiore, mentre la Mack era a tutti gli effetti la vice di Raniere. Un giorno fa, è emerso un video del momento in cui Raniere è stato prelevato dalla polizia nel resort a Puerto Vallarta in Messico, e Mack si è lanciata in macchina all’inseguimento dei poliziotti. Il 57enne Raniere si era rifugiato in Messico quattro mesi fa, dopo l’avvio di un’indagine federale nei suoi confronti. Nelle immagini pubblicate anche dal Daily Mail si vede l’attrice sbalordita, insieme ad altre donne, mentre il leader della setta viene arrestato. Le donne cominciano a dire di dover saltare in macchina per seguire la polizia e, stando a quanto riportato dal sito del Daily Mail, le autorità locali hanno riferito che poi si sono lanciate in un inseguimento in auto ad alta velocità. Un ex appartenente alla setta ha affermato che nel gruppo
c’erano anche l’attrice Nicki Clyne (Battlestar Galactica) - con la quale la Mack si sarebbe sposata nella setta nel nome dell'amore libero lesbo - e figure note quali Lauren Salzman, India Oxemberg e Loreta Garza. La setta in questione si chiama NXIVM, e persone che ne hanno fatto parte lo descrivono come setta sessuale che si presenta come organizzazione di auto-aiuto con centri operativi negli Stati Uniti, Messico, Canada e Sud America. Raniere ha lasciato però gli USA l’anno scorso dopo che il New York Times aveva pubblicato un report nel quale affermava che alcune donne, all’ingresso nel gruppo, erano state marchiate con un simbolo che includeva le iniziali dell’uomo. Queste donne avevano rivelato agli investigatori di essere state costrette a comportarsi come schiave, punite fisicamente nel caso in cui avessero disobbedito ai comandi del padrone. Il procuratore Richard P.Donoghue ha dichiarato che Keith Raniere è stato accusato di aver creato una società segreta di donne con cui aveva rapporti sessuali e che venivano marchiate con le sue iniziali, costringendole anche a condividere con lui informazioni strettamente personali e a
cedergli il proprio patrimonio. Gli atti divulgano poi che la setta è stata creata 20 anni fa, ed in tutto questo tempo ha permesso a Raniere di intrattenere relazioni multiple con i suoi membri. NXIVM ha tenuto seminari e corsi che arrivavano a costare anche diverse migliaia di dollari, ed incoraggiava i membri a reclutare altri partecipanti promettendo di ottenere in cambio posizioni sempre più importanti nella gerarchia interna del culto. Nel 2015 Raniere ha creato una sezione interna della setta, chiamata DOS o The Vow, in cui vari gruppi di donne erano tenute schiave da diversi padroni, e reclutate dai membri stessi di NXIVM, che contestualmente richiedevano beni da dare in garanzia, tra cui le informazioni personali anche riguardo familiari ed amici, fotografie di nudo e deleghe per impossessarsi dei loro beni. Nell’accusa si afferma che le schiave di DOS avevano paura che tutto ciò venisse reso di dominio pubblico
qualora avessero lasciato il gruppo. 
Allison Mack era considerata un membro eminente di questa setta, tanto da esserne a capo con Raniere. L’attrice lo aveva raggiunto in Messico circa un mese fa. Se tutte le accuse nei confronti dell’uomo verranno confermate, Raniere potrebbe ottenere l’ergastolo. Il vice-direttore dell’FBI William F. Sweeney ha dichiarato: “Keith Raniere ha manifestato un disgustoso abuso di potere nel denigrare e manipolare le donne che considerava le sue schiave sessuali. Apparentemente, ha preso parte ad orrende cerimonie in cui le marchiava e le bruciava, con la collaborazione di altre donne che operavano nel suo sistema piramidale”. Ed ha aggiunto: 'Questi gravi crimini contro l’umanità non sono solo impressionanti, ma a dir poco sconvolgenti, e porremo fine a questa tortura oggi stesso'. Ovviamente, le indagini sono estese a tutti i collaboratori di Raniere, per cui si ritiene che la notizia dell'arresto di Allison Mack sia prossima.

lunedì 2 aprile 2018

sabato 31 marzo 2018

NEWS - Clamorosissimo al Cibalissimo! Sky si pappa (e ciccia) anche Premium! Dopo l'accordo per vedere Netflix, da giugno sulla piattaforma si potranno vedere tutte le serie della pay tv del Biscione senza costi aggiuntivi (è l'ars soprav-vivendi, bellezza!)
Sky Italia e Mediaset/Rti hanno siglato un duplice accordo commerciale che porta molti benefici agli abbonati Sky attuali e che consente ai telespettatori italiani di avere un’offerta Sky anche sul Digitale Terrestre. Grazie a un primo accordo relativo ai contenuti, 5 canali di cinema e 4 canali di serie tv attualmente disponibili solo su Mediaset Premium, saranno visibili a tutti gli abbonati Sky via satellite senza nessun costo aggiuntivo. Inoltre, tutti i film e le serie tv disponibili on demand andranno ad arricchire la library di contenuti a disposizione delle oltre 3,1 milioni di famiglie abbonate che accedono per scaricare e vedere i loro programmi preferiti quando e dove vogliono. 
Gli abbonati Sky al pacchetto Cinema vedranno quindi - in aggiunta ai 12 canali HD targati Sky che già offrono una prima visione al giorno, film campioni di incasso e le migliori pellicole italiane – Premium Cinema e Premium Cinema +24, con ancora più anteprime e blockbuster hollywoodiani, Premium Cinema Energy, dedicato al cinema d’azione, al brivido e all’horror, Premium Cinema Emotion, con le commedie romantiche e le storie più emozionanti, Premium Cinema Comedy, interamente dedicato alla commedia e al divertimento, dai cult italiani ai film comici di maggior successo. Tutti insieme, questi canali programmano ogni anno mediamente oltre 1.400 differenti titoli cinematografici tra cui blockbuster del calibro di Wonder Woman, Dunkirk, L'ora più Buia, Cinquanta Sfumature Di Rosso, Justice League, It, L’uomo di Neve.
Gli abbonati Sky al pacchetto Sky Famiglia, potranno quindi vedere il canale Premium Action, dedicato alle serie d’azione, ai supereroi, al fantasy e al sci-fi, Premium Crime, il canale delle serie poliziesche e legal, Premium Joi con le grandi storie, che spaziano dal medical, al romance, ai drama familiari e Premium Stories, dedicato alle serie comedy, sitcom e alle commedie di ogni genere. Questi canali vanno a rafforzare un’offerta già ricchissima che va da Sky Uno a Fox, da Sky Atlantic a National Geographic.
Alle apprezzatissime produzioni originali Sky - come Gomorra - La serie, The Young Pope, Babylon Berlin, Britannia, o l’atteso Il Miracolo di Niccolò Ammaniti – e alle serie tv internazionali trasmesse anche in contemporanea con gli Stati Uniti prodotte da HBO, Disney e Fox - come WestworldIl Trono di SpadeGrey’s AnatomyThe Walking DeadBillionsTrust - si aggiungeranno titoli del calibro di Gotham, Chicago Fire, Supergirl, Suits e Mr Robot.
Questa offerta di contenuti di pregio senza precedenti si combinerà con la qualità dell’esperienza di visione che da sempre offre Sky, oggi più forte che mai grazie a Sky Q.
Sulla base di un secondo accordo commerciale relativo alla distribuzione di contenuti sulla piattaforma digitale terrestre, Sky Italia affitterà banda sui multiplex gestiti dalla società Ei Towers del Gruppo Mediaset, per distribuire direttamente una sua offerta a pagamento pensata appositamente per il digitale terrestre.
A partire dal 1° giugno 2018, grazie alla capacità trasmissiva messa a disposizione dal gruppo Mediaset, Sky creerà una sua offerta televisiva a pagamento in digitale terrestre che combinerà una selezione dei canali Sky e Fox con i 9 canali targati Mediaset, 5 di cinema e 4 di serie tv, che contemporaneamente andranno ad arricchire l’offerta via satellite. A questo pacchetto di canali di cinema, serie tv e intrattenimento, si potrà aggiungere anche un altro pacchetto dedicato allo sport che includerà una selezione dei grandi eventi sportivi di Sky, anche in Alta Definizione. 
Grazie a questa offerta da giugno avere Sky sarà più facile e saranno i clienti a scegliere come riceverlo, via Satellite, Internet o Digitale Terrestre. 
Ulteriori dettagli relativi a questa offerta Sky dedicata al digitale terrestre verranno resi noti in prossimità del suo lancio commerciale.
Andrea Zappia, Amministratore Delegato di Sky Italia ha dichiarato: “L’accordo strategico siglato oggi da Sky e Mediaset è ricco di buone notizie per gli amanti della televisione. Gli abbonati Sky troveranno entro l’estate inclusi nei loro abbonamenti e senza costi aggiuntivi, l’intera offerta di canali Cinema e Serie Tv di Premium, tutti in HD. Sarà quasi come avere due offerte PayTv al prezzo di una. Dopo il lancio di Sky Q e l’annuncio della partnership con Netflix, questo accordo conferma la determinazione di Sky di offrire la miglior esperienza televisiva possibile agli italiani. L’altra ottima notizia è per chi invece non è ancora cliente Sky. Grazie a questa nuova partnership, infatti offriremo ancora più libertà di scelta a coloro che vogliano accedere alla PayTV, lanciando a giugno una offerta pensata per il digitale terrestre. Portare nelle case dei nostri abbonati un’esperienza televisiva ancora più ricca e completa, lasciando loro la libertà di scegliere come riceverla, è motivo di grande soddisfazione. Ed è proprio i nostri clienti che vorrei ringraziare. Con la loro fiducia ci stimolano a migliorare ogni giorno il nostro servizio”.

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